Edifici

CHIESETTA DEL DIVINO AMORE

L'edificio risale ai primi decenni del XIX secolo e venne costruito durante la proprietà Pallavicini, ma la sua esistenza è testimoniata già alla metà del XVIII secolo. Nella sezione inferiore della facciata, ai lati di un semplice portale, compaiono due piccole finestre archivoltate, sormontate da due lapidi contenenti il medesimo testo epigrafico, risalente all'aprile 1817, relativo alla concessione di indulgenze da parte di Pio VII ai fedeli che visitassero le stazioni della via crucis, tra cui evidentemente era inclusa la chiesetta, semplicemente sporgendosi dalle grate in ferro delle aperture.
L'entrata più vicina alla chiesetta e su via Salaria 263.

FORTE DI  MONTE ANTENNE

La vasta tenuta di Ponte Salario acquistata dai Savoia nel 1876, si estendeva dal Tevere fino all'Acquacetosa, comprendendo l'intera collina di Monte Antenne, là dove sorgeva in origine l'antica Antemnae. Durante i lavori di costruzione del Forte militare (1882-1891) furono rinvenuti resti della città, oltre a numeroso materiale ceramico andato disperso. La vastità dei ritrovamenti, tra cui consistenti tratti di mura in opera quadrata, testimonia l'estensione dell'insediamento originario ben oltre la zona oggi occupata dal forte. Il Forte venne realizzato tra il 1882 e il 1891, ultimo di una serie di quindici forti, costruiti tra il 1877 e il 1891, progettati all'indomani dell'unità d'Italia per difendere la nuova capitale da un eventuale attacco francese a sostegno dello Stato Pontificio, collocati in coincidenza delle strade consolari di accesso alla città.

PALAZZINA REALE

L'edificio, oggi sede dell'ambasciata della Repubblica Araba d'Egitto, fu costruito tra il 1873 e il 1874. Quest'ultima fase venne compiuta sotto la direzione dell'ing. Guglielmo Castelnuovo, e la supervisione dell'architetto dell'Ufficio Tecnico della Real Casa, Gennaro Petagna. La palazzina, a pianta quadrangolare, con al centro un cortile coperto a vetri, mostra due piani sul prospetto principale a sud e su parte delle facciate laterali, mentre appare rialzata in due torrette laterali nel prospetto settentrionale. Nell'area a sud-ovest del palazzo è la torre neogotica, costruita da Richter per ospitare e mascherare un serbatoio idrico, sul modello delle fabbriche esotiche dei giardini all'inglese.

Il palazzo reale fu ulteriormente abbellito, tra gli anni Trenta e Quaranta del XX secolo, con la creazione di un annesso giardino all'italiana, unito alla villa da un sistema di scalee digradanti e disegnato con parterres decorati da statue e fontane

SCUDERIE REALI

I tre corpi di fabbrica oggi comunemente denominati Scuderie Savoia, posti in asse sul lato destro della strada che conduce alla collina delle Cavalle Madri, appaiono edifici per epoca e tipologia architettonica non omogenei. Soltanto il primo a sud-ovest, più prossimo alla palazzina Reale, mostra effettivamente i caratteri di una scuderia, con gli stalli al piano inferiore, separati da bei pilastrini in ghisa. L'edificio, probabilmente realizzato su progetto di Gennaro Petagna, contestualmente alla costruzione delle ben più monumentali scuderie del Quirinale, presenta sulla facciata a nord-est, un partito decorativo con teste equine e stemma Savoia realizzati in stucco.

Il secondo corpo di fabbrica appare qualitativamente meno evoluto del precedente e probabilmente realizzato in epoca successiva, seppure nell'ambito del medesimo intervento di sistemazione del parco commissionato da Vittorio Emanale II.
Il terzo, detto Casale dei Trenatori, probabilmente alloggio degli addetti alla manutenzione dei "treni" delle carrozze reali, era in realtà il "Casino nobile" esistente nella vigna Barigioni, acquisita dal principe Pallavicini.
I tre edifici sono oggi fatiscenti e in grave  stato di abbandono.

 TEMPIO DI FLORA

Tra gli arredi del parco spicca per qualità architettonica il coffee-house settecentesco presso il Casino Pallavicini. L’edificio, meglio conosciuto come Tempio di Flora, testimonia il gusto imperiale tra la fine del Settecento e l’inizio del nuovo secolo. La sua tipologia, con pronao e facciata neoclassici, nasconde sul retro un corpo absidato, che riprende il motivo del colonnato, affacciato su un sottostante invaso ad anfiteatro con al centro una fontana in ghisa tardo-ottocentesca, frutto di un rimaneggiamento in chiave romantica del luogo.

BUNKER

Il bunker, realizzato tra il 1941-1942 per il re Vittorio Emanuele III e la sua famiglia, viene costruito nel settore  sud ovest della villa  e era raggiungibile in macchina dalla vicina Villareale (ca. m.350). E' scavato in un banco tufaceo sfruttando la differenza di quota. Si sviluppa con andamento circolare per 60 metri. La galleria, alta dai 2.70 ai 3.50 metri e larga circa 3.50 metri, è rivestita di mattoni con finiture di travertino; lungo il percorso si aprono sei piccoli locali. La struttura era dotata di servizi igienici, di acqua e di elettricità, ottenuta con una dinamo. Il bunker era fornito anche di una via di uscita secondaria: una piccola struttura circolare con tetto conico che, oltre a permettere il ricambio d'aria, collegava la superficie agli ambienti sotterranei mediante una scala a chiocciola.
L’accesso al rifugio avviene immettendosi in una corta galleria a doppia curva dove si trova l’ingresso carrabile al rifugio. Sulla sinistra una porta blindata dava accesso ad una prima stanza e poi, attraverso una porta antigas, ad una seconda stanza da dove si proseguiva per il resto della lunga galleria circolare.

ALTRI EDIFICI

 Tra i più antichi edifici di servizio all’interno del parco vi sono i casali denominati “Tribuna I” e Tribuna II”, posti lungo il muro di cinta a confine con la via Salaria, fienile adibito a centro ippico della società Cascianese, il casale detto “La Finanziera” sul colle omonimo ed infine il cosiddetto “casale delle Cavalle madri”, così denominato per la sua destinazione, in epoca Savoia, a ricovero per le cavalle in procinto di partorire, provenienti dalle scuderie del Quirinale.